In ogni giovane, v’è un punto accessibile al bene.
MILANO SA – Se c’è una verità che San Giovanni Bosco ha lasciato in eredità al mondo, è che «in ogni giovane, v’è un punto accessibile al bene». È stato questo il filo rosso che ha unito le celebrazioni per la festa del Santo dei giovani presso l’istituto salesiano, dove il 29 e il 30 gennaio scorsi, centinaia di studenti del Biennio e del Triennio hanno vissuto due giornate all’insegna della fede, della gioia e della responsabilità civile.

Stare molto allegri
I festeggiamenti si sono aperti giovedì 29 gennaio con il Biennio. Dopo la Santa Messa nella Basilica di Sant’Agostino, cuore pulsante della spiritualità dell’istituto, i più giovani hanno invaso il cortile per il tradizionale momento di condivisione con pane e salame, un rito semplice che sa di casa e famiglia.
Ma la vera esplosione di allegria – quella santità che per Don Bosco consisteva nello “stare molto allegri” – è arrivata con il Talent Show “The Salesian Factor”. In Auditorium, i ragazzi hanno messo in gioco i propri doni mettendo in scena ben 11 Spettacoli di alto livello! Il podio? Ginevra De Carli del Classico, con un pezzo di danza (anticipazione della sua presenza a Sanremo), Marco Lazzarini di scienze applicate con un numero di magia che ha lasciato tutti a bocca aperta per abilità e simpatia (il più votato dal pubblico); trionfo con standing ovation per Emma Iovine di prima scientifico per la coraggiosissima scelta di cantare e suonare al piano un pezzo di Mina… pelle d’oca!
La scena più bella? I ragazzi che si incoraggiavano e aiutavano a vicenda, altro che il “mors tua vita mea” che tanti format televisivi impera. Tutti insieme in prova generale fino all’ultimo minuto a incoraggiarsi a vicenda!
Percorsi formativi mirati con testimonianze
La giornata di venerdì 30 gennaio, dedicata al Triennio, ha assunto invece toni più maturi e riflessivi, senza perdere la tipica freschezza salesiana. Dopo la celebrazione eucaristica, presieduta dal preside, le strade degli studenti si sono divise per offrire percorsi formativi mirati, come sottolineato dalle testimonianze raccolte.
Per le classi Terze e Quarte, l’Auditorium è diventato teatro di vita vera con lo spettacolo-testimonianza della Comunità Kayrós. Un incontro potente, intitolato significativamente “Non esistono ragazzi cattivi”. Attraverso la musica e le parole, i ragazzi della comunità hanno raccontato le loro storie di caduta e risalita, dimostrando ai coetanei che non esistono destini segnati e che il cambiamento è sempre possibile. Una lezione di speranza coordinata da don Claudio Burgio.


Responsabilità della comicità
Particolarmente intenso il programma per i maturandi delle classi Quinte, chiamati a confrontarsi con la complessità del mondo adulto attraverso tre workshop. Il primo ha visto protagonista Germano Lanzoni, volto noto de Il Milanese Imbruttito. Lontano dalle sole battute virali, l’attore ha offerto una riflessione profonda sulla “responsabilità della comicità” e sul valore del tempo: la vera ricchezza, ha ricordato ai ragazzi, non è il denaro o il successo, ma il tempo che abbiamo a disposizione per gli altri e per noi stessi.


Analisi geopolitica dell’attuale situazione internazionale
Sul fronte dell’impegno civile e della comprensione della realtà, il Prof. Renato Ricciardi ha guidato gli studenti in un’analisi geopolitica dell’attuale situazione internazionale, fornendo chiavi di lettura storiche e politiche fondamentali per i cittadini di domani.
La bellezza di una rinascita
Infine, toccante è stato l’incontro con la Comunità Shalom, dove alcune ragazze hanno condiviso il loro percorso di uscita dalle dipendenze, testimoniando la fatica ma anche la bellezza di una rinascita.

Il protagonismo giovanile è una scommessa
Cosa ha stupito gli ospiti? Che ad accompagnarli, presentarli e intervistarli erano gli stessi allievi di quinta! Il protagonismo giovanile è una scommessa e noi ci crediamo dal 1815!
A chiudere le giornate, come da tradizione, il pane e salame distribuito dai genitori volontari nei cortili dell’istituto. Non un semplice spuntino, ma il simbolo di una comunità educante – padri, madri, insegnanti e salesiani – che si stringe attorno ai propri figli.
